Ai confini ed oltre
2022

La rassegna di quest'anno propone un percorso fra musica colta novecentesca e jazz, nell'intento di mostrare le affinità, le innumerevoli intersezioni e le reciproche influenze fra questi linguaggi.
Da segnalare nel programma principale della rassegna, alla Sala della Fondazione Caritro di Trento, sono due appuntamenti:  Next Quartet il cui disco uscito nel 2021  ha vinto il TopJazz 2021 come miglior disco italiano e la coproduzione di Sonata Islands con due musicisti di Gotheborg, in Svezia.
I programmi di musica classica novecentesca offerti sono scelti in maniera quasi didattica per manifestare i legami con il jazz e la bossanova. La concezione armonica del cosidetto “Impressionismo” di Debussy e Ravel, informa di se tutto lo sviluppo dell’armonia jazzistica, per la sua concezione verticale e modale. Ravel (secondo tempo della Sonata per violino, Blues) e Schuloff (del quale verrà proposta la Hot-Sonate Jazz-Sonate per sax e pianoforte) furono estremamente interessati alla nascita del jazz. Dal lato brasiliano Jobim è l’erede di Villa Lobos e tutta la sua produzione è informata dalle lezioni del maestro e da quelle di Debussy.

La rassegna "Ai Confini ed Oltre" si può tenere grazie al contributo della Fondazione Caritro




Programma principale
Sala Conferenze della Fondazione Caritro

Necessaria prenotazione con entrata gratuita (nome e telefono) a info@sonataislands.com
Il posto verrà tenuto fino alle 20.30




29 settembre 2021,Trento, Sala Falconetto, Palazzo Geremia, via Belenzani - ore 20.45
FABIO GIACHINO LIMITLESS
piano solo
Questo concerto è offerto da IJazz, per il tramite di TrentinoJazz che fa parte di questa rete di associazioni.
Un piano solo onirico, con suoni e ritmi che si intrecciano, evolvono tra di loro sino ad esplodere in un dialogo sonoro senza limiti. Fabio Giachino ha all’attivo un disco in piano solo “Balancing Dreams” prodotto da Tosky Records 2015 e registrato a Pescara all’Odradek Studio. Il nuovo disco “Limitless” è uscito a luglio 2021 e vede l’utilizzo di alcuni elementi elettronici oltre al pianoforte (acustico e preparato). In piano solo ha partecipato in particolare al Roma Jazz Festival 2015 (Villa Torlonia), Moncalieri Jazz Festival 2016, Istituto di cultura Copenaghen 2016, Teatro Juarez Guanajuato 2019 (Messico), Centro Nazionale delle Arti 2019 (Messico), Istituto di cultura Città del Messico 2019.






6 ottobre -
Sala Conferenze della Fondazione Caritro, Trento - ore 20.45
TRIO LEONARDO
Andrea Dainese flauto / Giancarlo Di Vacri viola / Elisabetta Ghebbioni arpa
C. Debussy : Suite Bergamasque (Prelude, Menuet, Clair de lune, Passepied)
M.Ravel : Sonatine (moderè, mouvement de menuet, animè)
C.Debussy : Sonata per flauto, viola, arpa (pastorale, interlude, finale)


Il Trio Leonardo si costituisce nel 1996 con l’obiettivo di perseguire un cammino di scoperta di un repertorio ricco ma di raro ascolto: esso si sviluppa dalla fascinazione timbrica che nasce dall’accostamento di flauto, viola e arpa e che venne portata alla luce dalla Deuxieme sonate di Claude Debussy.
Da questo brano si è sviluppata la ricerca del Trio Leonardo, che è arrivata ad esplorare le musiche dei nostri giorni, anche attraverso la collaborazione con Compositori italiani , in particolare con Daniele Zanettovich, di cui il Trio ha eseguitoin prima assoluta e mantiene in repertorio diversi brani.
Parallelamente i tre musicisti hanno approfondito il rapporto apparentemente inesistente, tra l’insieme di flauto viola e arpa e la Musica Antica. Ne è nata, in collaborazione con il Compositore Andrea Cipriani, la riscrittura delle Variazioni Goldberg di J.S. Bach, che sono state eseguite in apertura della prima edizione del Word Bach Fest a Palazzo Vecchio in Firenze nel 2012.
Andrea Dainese, Giancarlo Di Vacri ed Elisabetta Ghebbioni provengono da esperienze musicali assai varie: insieme hanno tenuto concerti in Italia, Europa, Stati Uniti e Australia. Nel Trio Leonardo hanno trovato la possibilità di mettere a frutto quanto di più stimolante si era prodotto nelle loro carriere, facendo confluire tutto a un punto di intesa e di affiatamento non comuni per questo tipo di formazione.





14 ottobre - Sala Conferenze della Fondazione Caritro, Trento  - ore 20.45
Se !t 4
Mikael Godée sax soprano, Emilio Galante flauto, Giulio Corini contrabbasso, Johan Birgenius batteria
Nuovo coproduzione di Sonata Islands con due musicisti svedesi. I due musicisti Godée e Birgenius saranno ospitati in residence per provare una programma di tutte musiche originali. Il progetto verrà poi ospitato in Svezia nell’inverno 2023.
Mikael Godée è uno dei principali attori della scena svedese di jazz. Il suo coinvolgimento in gruppi come Corpo, MEQ e Änglaspel lo hanno reso noto internazionalmente noto. Ha vinto un Grammy svedese e il premio “Jazz in Sweden”.




20 ottobre -
Sala Conferenze della Fondazione Caritro, Trento - ore 20.45
Extended Singularity
Fulvio Sigurtà tromba, Stefano Onorati pianoforte, Gabriele Evangelista contrabbasso, Alessandro Paternesi batteria
Non hanno certo bisogno di presentazione il pianista livornese Stefano Onorati, classe 1966, ed il trombettista bresciano Fulvio Sigurtà, classe 1975, da più di qualche anno esponenti di primo piano del jazz “made in Italy”.  Fra i loro numerosi progetti c’è anche quello che dal 2018 li vede affiancati nel duo Singularity, ovvero il punto spazio-tempo in cui le energie dei due musicisti vorticosamente prendono forma partendo dalle riletture del repertorio jazzistico meno gettonato di musicisti come Kenny Wheeler o John Taylor, arrivando all’improvvisazione elettronica totale. In entrambi i casi la musica scivola su binari molto liberi, in cui più che i riferimenti armonici dei brani scelti risulta importante lo stretto dialogo che i due musicisti sono in grado di intrecciare.
Nato come estensione acustica di questo consolidato duo, il più recente quartetto Extended Singularity esplora un territorio musicale altrettanto vasto, fino a toccare l’improvvisazione più radicale. L’affiatata coppia ritmica composta dal contrabbassista toscano Gabriele Evangelista e dal batterista marchigiano Alessandro Paternesi, musicisti più giovani ma ben noti agli appassionati italiani, entrambi dotati di grande tecnica e non comune sensibilità musicale, estende ulteriormente le infinite possibilità sonore già offerte dal duo, riuscendo ad unire mirabilmente ricerca innovativa e conoscenza della tradizione, riflessione introspettiva e groove contagioso.
Ogni loro esibizione è un viaggio sorprendente e suggestivo, lungo territori e verso mete sempre difficili da prevedere, e per questo risulta ancora più affascinante. È un concerto davvero “senza rete” il loro, nel corso del quale, come tiene a precisare Onorati, “non conta quello che sceglieremo di suonare, ma come lo suoneremo”. L’intento è quello di dimostrare che quando ci sono il giusto interplay ed una sincera urgenza espressiva anche la musica più libera, apparentemente difficile, riesce a coinvolgere ed appassionare gli ascoltatori.
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27 ottobre -
Sala Conferenze della Fondazione Caritro, Trento - ore 20.45
Lorenzo De Finti Quartet – Mysterium Lunae
Lorenzo De Finti pianoforte, Alberto Mandarini tromba, Stefano Dall'Ora contrabbasso, Marco Castiglioni batteria.
Mysterium Lunae  è il titolo del terzo album del quartetto , deriva da un’antica metafora coniata dai teologi dei primi secoli cristiani, atta a descrivere come un oggetto freddo, arido e sterile possa misteriosamente diventare fonte di struggente bellezza riflettendo una luce più grande, proveniente da altro (Il Mistero della Luna).  Da qui deriva il senso di pace, la densa emotività evocativa e la sonorità cangiante del Quartetto, costruito su solide fondamenta di una scrittura attenta, di un suono aperto e ricco di colori, il tutto unito ad un’atmosfera armonica di innegabile natura europea.
Passando senza soluzione di continuità tra arrangiamenti delicati ed estesi passaggi di pura improvvisazione, il disco presenta un'incredibile gamma dinamica: momenti pianistici intimi e malinconici giustapposti a lampi esplosivi di energia, dove ogni decisione viene presa per servire la musica.
Protagonista di un lungo tour Europeo nel 2019/20, fermato dalla pandemia, il Quartetto si è esibito in Francia, Germania, Lituania, Estonia, Norvegia, Svezia, Polonia, Inghilterra, Turchia, Svizzera ed Italia: un nuovo tour con protagonista Mysterium Lunae porta il gruppo nuovamente in tutta Europa e in Canada tra maggio e novembre 2022.




3 novembre -
Sala Conferenze della Fondazione Caritro, Trento - ore 20.45
NEXT QUARTET
Claudio Fasoli tenor an soprano sax/ Simone Massaron Electric guitar, electronics/ Tito Mangialajo doublebass/ Stefano Grasso drums
Sassofonista e compositore tra i più originali e colti della scena jazz italiana, Claudio Fasoli vanta uno straordinario percorso artistico che, nell’arco di cinquant’anni, lo ha condotto ai vertici del jazz internazionale, segnalandosi per la brillante creatività e la tensione costante verso l’esplorazione di nuovi territori sonori.
Dopo aver raggiunto il successo negli anni 70 con il jazz-rock sperimentale con i Perigeo, al fianco di Giovanni Tommaso, Franco D’Andrea, Bruno Biriaco e Anthony Sidney, Fasoli si è dedicato a numerosi progetti come leader.
Una sperimentazione continua, una ricerca incessante, una creatività inesausta segnano la musica di Claudio Fasoli e lo situano ai vertici del jazz internazionale e della musica di ricerca. Una conferma di ciò che scrivono Philippe Carles, André Clergeat e Jean-Louis Comolli nel Dizionario del Jazz: “Fasoli è uno dei più lungimiranti e perspicaci compositori in circolazione, oltre che solista dallo stile personalissimo e riconoscibile”. Anche con questo gruppo tutto si manifesta e si percepisce: sensibilità, racconti, creatività, immaginazione, invenzioni. Un campo magnetico di emozioni.
La chitarra elettrica di Simone Massaron caratterizza il sound mediante un impegno timbrico ampio e vario, imprevedibile, sviluppando un discorso musicale caratterizzato da ondate sonore ricche di enfasi e di pregnanza espressiva; si aggiunga il supporto di Tito Mangialajo Rantzer al contrabbasso, solido partner, esperto e dal dal ricco bagaglio linguistico; Stefano Grasso, alla batteria, crea connessioni ritmiche razionali, ma anche nervose e dialettiche arricchendo il panorama sonoro del quartetto con efficacia ritmica e scelta timbrica, intessendo un tappeto percussivo magico e stimolante Nelle composizioni presentate in NEXT, tutte originali di Fasoli, l’elettronica ha ampio spazio sul piano evocativo e anche ritmico. Su questi orizzonti vola il suono straordinario del leader Fasoli al saxofono creando situazioni e soluzioni sonore di grande impatto emotivo. Next è stato premiato come “disco italiano dell’anno” nel prestigioso Top Jazz della rivista Musica Jazz.






 
10 novembre - Sala Conferenze della Fondazione Caritro, Trento - ore 20.45
Sonata Islands Trio
Marco Serino violino, Emilio Galante flauto, Calogero Diliberto pianoforte

L’intreccio fra jazz e musica classica nel 900 percorre molte vie. John Williams, il grande compositore di colonne sonore di blockbuster (qui con Escapades nella trascrizione per flauto e pianoforte). Charlie’s Prelude (reso noto nelle versioni di Duke Ellington e Don Byron) è una sorta di lettura ragtime del quarto Preludio di Chopin; sempre di Chopin il Valse n 2 op 34, sorprendentemente rivisitato da Mario Laginha in 2/4. Di Maurice Ravel la Sonata per violino e pianoforte (1927), testimonia l’attenzione del grande compositore per il neonato jazz (il secondo tempo è un Blues). Il Trio di Nino Rota mostra l’altra faccia del grande compositore delle colonne sonore di Fellini.





Due concerti al Castello di Caldes


1 ottobre, Castello di Caldes - ore 15.30
Anguane- figure femminili nella mitologia dolomitica
Serena Marchi flauto flauto alto, composizione/ Jacopo Moschetto pianoforte/ Giuliano Dalbosco contrabbasso

Un’escursione musicale volta ad omaggiare e a restituire l'immagine originaria di alcune delle figure femminili che animano il ricco patrimonio di leggende che fin dai tempi antichi si è diffuso nelle Dolomiti e che risulta essere lo specchio della cultura dei popoli che vi abitano fondata appunto sul matriarcato.
La “tinta” luminosa che caratterizza le cantabili linee melodiche dedicate alle figure benigne si intreccia con l’aura di mistero che avvolge le vicende di maghe e streghe all’interno di un ambiente musicale dominato da influenze di musica classica e musica jazz, con continui rimandi a sonorità più latine ed esotiche. Uno stimolo in chi ascolta ad immaginare o altresì ricordare gli anfiteatri dei “monti pallidi” meditando anche sul proprio rapporto con l’ambiente montano. L’ascoltatore infatti verrà avvolto dal messaggio culturale che queste donne hanno cercato di trasmettere, una lezione sull’amore e sul rispetto dei ritmi di vita imposti dalla montagna e delle manifestazioni della natura perché, come insegna la leggenda di Tanna, altra Regina dell’inverno e dei ghiacci, la vita spesso va accettata così com’è: si può provare a capirla e questo può essere d’aiuto, ma non sempre è possibile volgerla a proprio favore.




9 ottobre, Castello di Caldes - ore 16
BRASIL!
Emilio Galante flauto, Fausto Beccalossi fisarmonica
Progetto interamente dedicato alla musica brasiliana.
Il concerto si svolge come un racconto musicale che parte dall'inizio del 900 con il choro di Pixingunha e Ernesto Nazareth, una delle fonti originarie della MPB (Musica Popolare Brasiliana), vicina alla musica europea del tempo e, con le orecchie di oggi, al nostro "liscio" romagnolo.
L’altra fonte originaria del MPB è il samba, vale a dire l'Africa e i suoi ritmi, la musica popolare nata a Salvador de Bahia nel diciannovesimo secolo, la musica degli schiavi africani rapiti dalla loro terra
Più tardi, negli anni 50 del ventesimo secolo, gli americani (StanGetz, Herbie Mann) scoprono il Brasile e i brasiliani scoprono il jazz. Quello che ne esce è la bossanova, è il miracolo di Antonio Carlos Jobim, uno dei più grandi creatori di melodie del ventesimo secolo e di Joao Gilberto, che, nella generazione successiva, tanto avrebbe influenzato il Tropicalismo e Caetano Veloso.
Il racconto arriva fino ai grandi autori più recenti, come Egberto Gismonti, Guinga e Hermeto Pascoal, che cercano ancora più profondamente le origini della propria musica nel Nord Est del Brasile, nella (quasi) incontaminata Amazzonia.







Due concerti a Isera

11 dicembre, Palazzo de Probizer, Isera - ore 17.30

AGORART ensemble
Davide Baldo flauto/ Emanuele Dalmaso sax e clarinetto/ Mattia Grott sax/ Cosimo Colazzo pianoforte

L’ensemble offre un programma dedicato al grande Maestro della musica brasiliana, Heitor Villa Lobos, e al musicista cecoslovacco Ervin Schulhoff, protagonista della scena internazionale fra le due guerre e morto in un campo di concentramento, triste esponente della cosidetta Entartete Musik. Il suo interesse per il jazz si manifestò in molte composizioni



18 dicembre Palazzo de Probizer, Isera - ore 17.30
Sonata Islands Trio
Marco Serino violino, Emilio Galante flauto, Calogero Diliberto pianoforte

L’intreccio fra jazz e musica classica nel 900 percorre molte vie. John Williams, il grande compositore di colonne sonore di blockbuster (qui con Escapades nella trascrizione per flauto e pianoforte). Charlie’s Prelude (reso noto nelle versioni di Duke Ellington e Don Byron) è una sorta di lettura ragtime del quarto Preludio di Chopin; sempre di Chopin il Valse n 2 op 34, sorprendentemente rivisitato da Mario Laginha in 2/4. Di Maurice Ravel la Sonata per violino e pianoforte (1927), testimonia l’attenzione del grande compositore per il neonato jazz (il secondo tempo è un Blues). Il Trio di Nino Rota mostra l’altra faccia del grande compositore delle colonne sonore di Fellini.